Temporary Manager: Chi è, a chi può essere utile

Il Temporary Manager è una figura che assume una posizione di rilievo nell’organigramma dell’azienda per portare a termine progetti importanti, complessi e pervasivi.

Cosa fa un Temporary Manager

Il Temporary Manager assume il ruolo di gestione di uno o più settori aziendali con il fine di portare a termine modifiche della stessa struttura aziendale o iniziative particolarmente complesse. Si ricorre all’utilizzo di questo tipo di risorsa quando si vuole riorganizzare la struttura aziendale in seguito ad una scelta di cambiamento radicale della direzione: La definizione di una nuova strategia, La riorganizzazione dell’azienda dovuta all’implementazione di nuovi processi, l’introduzione di soluzioni digitali che modificano il modo di lavorare, ecc…

Un Temporary Manager spesso porta il contributo di chi ha competenze verticali, è fortemente focalizzato sulla riuscita del progetto, e porta approccio e visione “da esterno”, quindi non condizionato da dinamiche aziendali. Ciò gli consente gradi di libertà ed efficacia maggiori.

L’azione di un Temporary Manager è particolarmente efficace nell’implementazioni di nuovi processi e procedure all’interno dell’azienda cliente. La ricetta per questi tipi di cambiamento ha bisogno di vari ingredienti chiave: commitment da parte della leadership e competenze specifiche non disponibili in casa (soprattutto nel caso di PMI). Queste possono appunto essere apportate da un Temporary Manager che, se dotato di sufficiente libertà di azione, condurrà al cambiamento aziendale richiesto.

Background

Il Temporary Manager non ha una storia professionale ben precisa, ha però una lunga esperienza di azienda e competenze organizzative utili a gestire il cambiamento.

I primi esempi e le origini di questa figura vanno cercate nell’ambiente delle multinazionali, specialmente in contesti internazionali. È normale ricercare e acquisire questo tipo di competenze, specialmente in funzioni manageriali di alto livello.

Oggi molti Temporary Manager portano la loro esperienza internazionale con soddisfazione e successo anche al servizio delle piccole e medie imprese italiane.

Una delle competenze fondamentali del Temporary Manager è la capacità di lavorare in team ed organizzare il lavoro: i cambiamenti da portare all’organizzazione partono sempre e comunque dalle persone, che vanno supportate con processi e strumenti, ma hanno il ruolo chiave nel fare la differenza e poi raccoglierne i risultati.

Un buon Temporary Manager deve quindi essere in grado di impostare e indirizzare il lavoro del team, e poi di comunicarne i risultati, rendendoli evidenti alla direzione, alle persone direttamente coinvolte e a tutta l’azienda (a volte anche ad altri stakeholder quali Clienti, fornitori, investitori).

Motivazioni

Ma quando scegliere un Temporary Manager?

Come dicevamo la figura del Temporary Manager è sempre legata all’implementazione di iniziative a termine, azioni di cambiamento profondo , progetti complessi, che, oltre al loro intrinseco grado di difficoltà, richiedono focus, competenze specifiche e tempo.

Questi requisiti denotano una situazione di picco di attività per un periodo, e normalmente una piccola media impresa non è staffata per gestirlo: tutti sono ovviamente occupati a svolgere il proprio lavoro e diventa molto difficile trovare una persona dell’organico che riesca a gestire in parallelo un progetto così impegnativo oltre al proprio incarico.

Inoltre, spesso mancano le competenze specifiche richieste: la seniority che dà la capacità e autorevolezza per organizzare il lavoro di un team variegato e spesso multifunzionale, che ha già altre mansioni all’interno dell’azienda.

Bisogna saper incanalare le energie di tutti verso un obiettivo comune, creando quel commitment così importante per la riuscita del progetto. Le persone sono sempre il cuore di ogni cambiamento, saperle convincere che il frutto dello sforzo attuale darà risultati nel futuro alla squadra nel suo insieme è fondamentale per vincere questo tipo di sfide.

Ultime ma non ultime, possono essere indispensabili competenze verticali non presenti in azienda, e quindi occorrerà cercarle in un Temporary Manager.

Alternative?

La soluzione del Temporary Manager non è ovviamente l’unica possibile, si possono scegliere altre vie in base alla situazione:

Consulenza Tradizionale: Spesso il ruolo del Temporary Manager può essere “confuso” con quello di un consulente, anche perché spesso la forma contrattuale è la stessa.

Sicuramente anche la consulenza tradizionale può essere una soluzione per apportare modifiche sostanziali all’azienda; la differenza è che il consulente è tenuto ad un approccio “esterno”, dà per l’appunto indicazioni e suggerimenti che poi altre persone nell’azienda devono decidere se implementare e farlo. Il consulente è più “libero” nel valutare le possibili strade da intraprendere, si basa su dati reali; proprio per questo motivo però spesso non riesce ad essere efficace perché non è addentro alle dinamiche aziendali, non riesce a lavorare davvero in team con persone dell’organizzazione: ha bisogno di appoggiarsi ad una persona interna all’organizzazione che poi porti avanti le azioni con la necessaria autorità ed autorevolezza.

Manager Interni: Un manager interno, se dedicabile pro-tempore a tempo pieno a questa attività, può essere un’ottima soluzione: ha esperienza nell’azienda, è conosciuto dal personale e ha il giusto grado di autorità ed autorevolezza. Però bisognerà pensare preventivamente a tre aspetti fondamentali, che ci faranno comprendere se questa è la via migliore da praticare:

  • come ricoprire le mansioni che questa persona già svolgeva
  • assicurarsi che abbia tutte le competenze hard e soft che servono per il ruolo
  • in quale modo, una volta terminato il progetto, possa essere reinserito nell’organizzazione visto che il carico di lavoro del progetto terminerà.

Vantaggi

Un Temporary Manager offre il meglio di entrambi i mondi: competenza organizzativa, approccio e visione esterni e basati sui fatti, insieme all’autorità necessaria (a volte conferita con deleghe formali da parte del Consiglio di Amministrazione).

Inoltre, c’è un aspetto meno strategico ma di ritorno dell’investimento: Il contratto di lavoro è a tempo determinato, nelle varie forme consentite dalla legge, essendo legato al progetto in questione. Una volta raggiunto il risultato desiderato si può dichiarare chiuso il rapporto di lavoro e si possono legare gli obiettivi finali di progetto al compenso del Temporary Manager, facendo in modo che il suo sforzo sia chiaramente legato al conseguimento del risultato, approccio difficilmente applicabile in altri casi. E per alcuni tipi di progetti legati alla trasformazione digitale dei processi e all’innovazione, spesso si può accedere a finanziamenti a fondo perduto che riducono ulteriormente rischi e costi.

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