La start-up è una realtà solo per giovani?

Se pensando ad una start-up, ti vengono in mente due ventenni in felpa ed infradito, che assemblano componenti tecnologici nel garage dei genitori, forse non conosci bene la realtà delle start-up italiane. Nella maggioranza dei casi, a fondare una start-up sono persone più mature, tutt’altro che sprovvedute, già con un’esperienza lavorativa alle spalle, che possiedono solide competenze e una forte conoscenza del mercato, che hanno in mente come loro target.

L’identikit dello Startupper

I dati di un’indagine condotta da Ministero dello Sviluppo Economico e ISTAT ,rivelano che lo startupper medio è maschio (82%), ha 43 anni e una laurea (72,8%), prevalentemente in tre ambiti: tecnico-ingegneristico (42,1%), economico-manageriale (20,7%) e scientifico (20%).

Sempre più spesso le startup nascono come spin-off di università o di imprese consolidate e basano la loro attività su anni di ricerca e sviluppo di prodotti tecnologicamente avanzati.

Un esempio del nostro territorio è Repulp, startup che nasce come spin-off di Selene, azienda che produce imballaggi flessibili per uso industriale da sessant’anni. 

Uno dei due proprietari, Marco Severini, ha deciso di utilizzare la sua esperienza trentennale nel settore delle materie plastiche, di produttori e riciclatori, per sviluppare una tecnologia innovativa che consente di progettare e realizzare tramite stampaggio pallet e accessori per la logistica, realizzati utilizzando al 100% plastica riciclata, originata da rifiuti industriali del processo di produzione della carta.

L’obiettivo di Repulp è recuperare la frazione plastica presente regolarmente nei rifiuti classificati come carta, per realizzare prodotti nuovi e sostenibili, a loro volta riciclabili.

Competenze ed esperienza le chiavi del successo

Secondo i dati di Unioncamere il 44,2% di chi ha avviato una nuova impresa ha da 36 a 50 anni, il 37% dai 18 ai 35 anni, il 18,8% più di 55.

Questi dati cambiano un po’ la percezione stereotipata di chi fa impresa con l’innovazione: e dimostrano anche che gli imprenditori più “maturi” possiedono competenze, know how e credibilità utilissimi al successo di una start-up.

Dati i tempi tipici della carriera universitaria in Italia, i senior startupper sono spesso ricercatori o professori universitari che mettono a frutto anni di ricerca creando prodotti o servizi innovativi per il mercato. 

Un imprenditore più maturo ha più probabilità di creare un’impresa solida rispetto a un trentenne: oltre all’esperienza professionale, possiede anche maggiore conoscenza del proprio settore di business, una rete di relazioni, e spesso ha più facile accesso alla finanza, rispetto ai colleghi più giovani. 

E tutto sommato, a ben guardare, l’innovazione non è solo giovane nemmeno in America: se lo stereotipo nasce con il primo Mac (Apple I), assemblato nel 1976, appunto, nel garage della famiglia Jobs, non dimentichiamoci che L’iPhone, prodotto più importante della storia di Apple, è stato presentato al mondo quando Steve Jobs aveva 52 anni.

In una parola: Provarci

In conclusione, non è mai troppo tardi per mettersi in gioco e sviluppare un’idea tutta nostra, che la nostra storia sia quella di un giovane studente che si affaccia per la prima volta sul mondo del business o oppure quella di chi vuole cambiare la sua carriera e mettersi in proprio.

La flessibilità e la voglia di rischiare, mai come adesso, sono le virtù di un buon imprenditore. 

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