Digitalizzazione: 6 motivi per affidarla ad un ingegnere

Digitalizzazione 6 motivi per affidarla ad un ingegnere

La digitalizzazione delle aziende italiane rappresenta una delle più grandi sfide del leader: il punto di arrivo è il cambiamento, spesso radicale, del modo di eseguire le attività quotidiane, prendere le decisioni più importanti e più in generale nel concetto di azienda stessa. Il percorso è complesso e va progettato e implementato con cura, metodo e la giusta dose di sensibilità.

Perché optare per un approccio ingegneristico?

L’ingegnere è formato e abituato a risolvere problemi complessi utilizzando di volta in volta il metodo e gli strumenti migliori, che studia e applica di continuo.

Cosa vuol dire ragionare ingegneristicamente?

Quali sono le caratteristiche di un ingegnere che rappresentano una marcia in più nella gestione di un progetto complesso?

  • Si basa su dati reali
  • Utilizza metodi collaudati
  • è esperto di soluzioni simili ma applicate in contesti diversi
  • Odia gli sprechi e le perdite di tempo
  • Sa essere sorprendentemente creativo quando serve
  • È un ingegnere: Risolve problemi

L’ingegnere si basa su dati reali

I problemi di ogni giorno, anche i più semplici, possono essere osservati da innumerevoli punti di vista: In una discussione tra amici ognuno ha le sue ragioni, ognuno vede un pezzo del quadro generale e pensa di avere ragione.

La stessa cosa accade in azienda: responsabili Marketing e responsabili Commerciali che passano la giornata a punzecchiarsi, uffici tecnici e di produzione che litigano su disponibilità di documenti e scadenze, ognuno con le proprie ragioni.

Ma su dati reali, univoci e misurabili tutti, alla fine, si trova sempre una posizione condivisa, che può non piacere, ma nemmeno può essere messa in discussione.

Le decisioni prese su dati certi, misurabili e rigorosi sono sempre più solide, le opinioni personali perdono valore. In questo ambito il pragmatismo di un ingegnere aiuta: la raccolta, l’analisi e l’utilizzo dei dati sono alla base del suo modo di lavorare.

L’ingegnere utilizza metodi collaudati

Gli ingegneri, di qualunque estrazione essi siano, dal meccanico all’aerospaziale, dal chimico all’energetico fino agli ingegneri gestionali, sono abituati a portarsi dietro una “cassetta degli attrezzi”.

Certo non vedrete mai (o quasi mai!) un ingegnere con la sua scatola che si avvicina con passo deciso alla sua postazione pronto a lavorare di trapano e martello: gli attrezzi di un ingegnere sono spesso intangibili: metodi, tecniche, competenze ed esperienze accumulate nell’applicarle, sempre processati da una mente tipicamente razionale e logica.

Sono strumenti collaudati, utilizzati in svariati progetti, ognuno utile a risolvere una particolare tipologia di problemi. Il vero talento dell’ingegnere sta nella sua capacità di utilizzare di volte in volta lo strumento più adatto alla situazione.

L’ingegnere è esperto di soluzioni simili ma applicate in contesti diversi

Una caratteristica che accomuna tutti gli ingegneri, indipendentemente dal settore in cui operano, è la loro passione per le soluzioni che funzionano.

Tendono ad osservare dettagli che le persone “normali” non colgono, anche fuori del proprio ambito classico di interesse.; amano indagare dei diversi approcci utilizzati.

Per esempio soluzioni applicate nel campo della meccanica possono essere utilizzate, dopo una corretta analisi e conseguente adattamento, nel settore chimico o in quello dell’edilizia.

La rete di contatti dell’ingegnere può fungere da collettore di nuove idee che arrivano da lontano, contaminando in modo costruttivo il progetto di digitalizzazione.

L’ingegnere odia gli sprechi e le perdite di tempo

Quando ancora non esisteva il concetto di ingegneria, di fatto già esistevano gli ingegneri; individui che ancora non andavano in giro per i cantieri con i loro rotoli di carta per progetti e gli elmetti gialli ma avevano in comune con gli ingegneri di oggi un aspetto fondamentale: rendere più semplici e veloci attività lunghe e complesse.

È paradossale, ma non è cambiato nulla da questo punto di vista: oggi la digitalizzazione vuol dire semplificazione, riduzione al minimo degli sprechi e delle perdite tempo, di tutte quelle attività che non aggiungono valore al processo produttivo.

Rendere la vita più facile ad un operatore semplificandone le azioni all’interno di una linea di montaggio, fornire ad un responsabile amministrativo un software innovativo per la fatturazione automatica o integrare nell’azienda un sistema di comunicazione interno efficace sono tutte azioni che diminuiscono tempo e sforzo per chi agisce in quel processo produttivo e nell’azienda in generale.

Diminuire sprechi e perdite di tempo aumenta la produttività ma soprattutto il benessere dei dipendenti, che è il benessere dell’azienda.

L’ingegnere sa essere sorprendentemente creativo quando serve

Nell’immaginario comune gli ingegneri sono persone abituate alla disciplina, alla precisione, con la mente orientata ad approcciare certe situazioni con un modo di pensare efficace ma statico, raffinato nelle esperienze precedenti.

Questo è vero solo in parte: dati e metodi collaudati sono la spina dorsale del metodo ingegneristico.

Ma a volte si possono presentare problemi mai visti o contesti mai studiati fino a quel momento, ed è qui che un ingegnere può sorprendere, sfoderando tutti gli strumenti del pensiero creativo, del problem solving e tutte quelle metodologie proprie di quella parte di ingegneria che cerca soluzioni pensando “Out of the box”, fuori dagli schemi.

Le tecniche di gestione di un team qui la fanno da padrone, perché le idee migliori arrivano molto spesso da chi è più silenzioso, e a volte da dove meno ce le aspetteremmo.

Esempi di interventi sono disegnare scenari alternativi, includere persone con competenze nuove nelle riunioni, ascoltare nuovi contributi: ogni dettaglio può nascondere la soluzione al problema.

È un ingegnere: risolve problemi

In conclusione, un ingegnere nasce e trova la sua realizzazione nella risoluzione dei problemi, tanto più quando questi problemi sono complessi, il passaggio da una gestione aziendale tradizione ad una digitale è essenzialmente un problema, inteso non come qualcosa di negativo che non deve capitare ma più come un esercizio complicato che ha una soluzione e trovare questa soluzione migliora il benessere di tutte le persone coinvolte.

Il panorama delle imprese italiane ha bisogno di fare questo salto di qualità verso un’azienda più digitale, più efficiente, più competitiva.

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