Creativi si nasce o si diventa?

I processi di innovazione possono essere articolati in tantissimi modi diversi ma il punto fondamentale rimane lo stesso: delle buone idee.

Per generare innovazione si parte sempre dalle idee. Più sono meglio è perché così possiamo valutarle, confrontarle, combinarle.

Non tutte le idee diventeranno un prodotto, è bene che quelle meno brillanti siano scartate e presto, e la bravura sta nel riconoscere quelle che avranno successo.

In ogni caso è fondamentale aumentare il più possibile il numero di idee generate…

5 metodi per stimolare la creatività

Un ambiente favorevole

In questo post parliamo di idee che generano business, e quindi spesso nascono nell’ambiente lavorativo, dal confronto tra colleghi. Il tipo di ambiente di lavoro quindi può influenzare la capacità di generare idee di chi lo frequenta.

Per esempio, può essere utile a tal proposito predisporre un meccanismo di premialità per chi porta idee, non tanto per il premio in sé ma per far nascere una cultura di condivisione, di spazio sicuro in cui non esistono idee sciocche, dove la creatività messa a disposizione della comunità è apprezzata.

Ci sono aziende che hanno istituito team di valutazione con tanto di premiazione annuale delle idee, magari divise per categoria, per chi ha portato le idee migliori. I premi sono tipicamente simbolici, ma la visibilità delle persone che si sono sforzate di portare suggerimenti migliorativi è il catalizzatore a che tutti vogliano fare lo stesso.

Il desiderio di innovare e di ricercare ogni volta soluzioni creative, il così detto “Out of the box Thinking”, idealmente dovrebbe far parte della cultura aziendale a tutti i livelli. Espressioni come “si è sempre fatto così” oggi giorno non sono più accettabili, e il traino al cambiamento deve venire dai leader dell’organizzazione, che possono sicuramente creare un clima aziendale più favorevole al cambiamento.

Metodologie per stimolare la creatività

Sebbene la creatività sia un processo che necessita di libertà nell’espressione e nel pensiero, esistono molte tecniche utili a facilitare il processo di generazione di nuove idee.

Oggi non scomodiamo il Design Thinking, che richiederebbe una trattazione dedicata, ma guardiamo a tecniche per sessioni “spot”, accessibili a tutti senza bisogno di formazione specifica.

Noterete che molte sono consigliate per trovare la soluzione a un problema. Quindi anche individuare il problema giusto da risolvere, quello che, se risolto, ci fa “vincere” è importante (ma oggi non ne parliamo). Vediamone alcune.

Brainstorming

Una delle tecniche più conosciute, il brainstorming serve ad esaminare un problema.

Serve avere un gruppo di persone, possibilmente variegato tutti possono esprimere idee di soluzioni, invitando tutti a non porsi vincoli e a portare anche le soluzioni più improbabili e strampalate che vengono in mente.

Deve avere durata breve, di solito entro la mezz’ora; le idee sono annotate a mano su un supporto visibile a tutti i partecipanti (lavagne o grandi fogli di carta).

In questo modo nasce una lista, lunga, di idee, che, se va tutto bene, genera una sorta di reazione a catena: mettere in comune la propria idea può generarne un’altra nella mente di un altro partecipante che a sua volta può farne scaturire un’altra in un collega e, dato che maggiore è il numero di idee generate e maggiore è la possibilità che almeno una di queste idee, o la combinazione di alcune, sia vincente.

La cosa importante è che tutti i partecipanti siano o si sentano allo stesso livello e che nessuno in alcun modo giudichi le idee dell’altro.

Non è quindi il metodo più indicato se alla stessa sessione partecipano figure divise da rigide strutture gerarchiche, o comunque se le persone si sentono giudicate, o, ancor peggio, derise quando esprimono le loro idee.

Sei cappelli pensanti

Questa curiosa tecnica del pensiero laterale è nata per costringerci a pensare in maniera differente e quindi ad analizzare i problemi da più punti di vista.

Ad ogni partecipante alla sessione viene assegnato un metaforico “cappello” (può essere anche un semplice segnaposto colorato) che rappresenta un ruolo e quindi un punto di vista e un modo di pensare e che la persona con quel cappello dovrà “interpretare” al meglio. Tipicamente i cappelli sono i seguenti:

Cappello Bianco: approccio neutro/razionale e basato su dati di fatto, chi indossa questo cappello analizza la questione esponendo evidenze e traendo conclusioni basate strettamente su ragionamenti logici, senza dare giudizi.

Cappello Nero: approccio pessimista, di chi è preoccupato di ciò che può non funzionare. Il cappello nero rappresenta colui che ricerca sempre il lato negativo delle cose, gli aspetti negativi che possono portare al fallimento.

Cappello Verde: Questo cappello rappresenta la creatività ed il pensiero laterale, chi lo indossa deve lasciarsi andare e liberare la creatività.

Cappello Giallo: contrapposto al nero, il giallo è il colore dell’ottimismo e della positività, il possessore del cappello giallo deve ricercare aspetti positivi di un’idea, i punti di forza e metterli bene in evidenza.

Cappello Rosso: Il colore dell’emozione, il cappello rosso rappresenta l’emotività e chi lo indossa deve lasciarsi guidare dalle emozioni per esprimere la sua opinione.

Cappello Blu: Il leader/moderatore, colui che facilita la riunione, distribuisce i cappelli e fa domande agli altri partecipanti quando questo si renda necessario e raccoglie le opinioni di tutti, tirando le somme di ogni sessione.

Ed ecco la peculiarità della tecnica: tutti sono chiamati a interpreatre, a turno, tutti i ruoli.

I cappelli ruotano e passano ad un’altra persona, che dovrà interpretare quel ruolo specifico e facendo in modo che tutti siano costretti ad analizzare lo stesso problema da più angolazioni.

E’ una metodologia molto utile per allenare la mente a pensare fuori dai classici schemi, spingendo i partecipanti ad uscire dalla loro “comfort zone” e stimolando la creatività.

Challenge Assumption

Letteralmente “Sfidare Preconcetti”, questa tecnica mette in discussione ogni cosa, cercando di capire se alcune assunzioni implicite si nascondono dietro al problema che stiamo analizzando.

Si inizia scrivendo la frase che rappresenta il problema che stiamo cercando di risolvere, ad esempio:

Questo trimestre dobbiamo licenziare 20 persone

Mettendo in discussione ogni singola parola del nostro statement di partenza:

Perchè in questo trimestre? Dobbiamo o vogliamo? Licenziare è l’unica opzione? Perchè 20 e non 7? O 50?

Questo processo di continuo ragionamento e di indagine permette di scovare i preconcetti che possono ostacolarci nella definizione di una soluzione per il problema e permetterci di individuarla con maggior precisione.

Random Words

Questa tecnica del pensiero creativo cerca di stimolare i random stimuli cioè di stimolare associazioni mentali scollegate dal problema iniziale.

La mente umana è abituata ad approcciare i problemi secondo schemi prestabiliti, questa tecnica permette di svincolare la mente dai metodi classici costringendoci ad associazioni indirette.

Si sceglie una parola, con modalità che possono variare di volta in volta, e si cerca di estrarne più concetti possibili e si elencano in modo che siano visibili a tutti.

A questo punto cerchiamo di associare i concetti derivati dalla parola che abbiamo scelto al problema in esame, generando idee e soluzioni.

Un esempio di questo processo può essere:

Problema: Incrementare la produttività del reparto di produzione

Apriamo il dizionario a caso, individuiamo una parola casuale: Cuore

Cominciamo ad associare concetti o parole alla parola Cuore: Battere, Vita, Scorrere, Circolazione, Amore, Rosso, Caldo d’estate, Brava persona

Ora cerchiamo modi per associare i concetti appena individuati al problema in esame:

Battere -> Il rumore all’interno del reparto impedisce una corretta trasmissione delle informazioni, studiare soluzioni per la diminuzione dei rumori ambientali

Vita -> Il ciclo vita degli utensili in uso è troppo corto e questo diminuisce la produttività, ricercare nuovi fornitori di utensili

Scorrere, circolazione -> Il layout del reparto non favorisce un passaggio dei semilavorati da una stazione all’altra, ripensare il layout del reparto in questo senso

Caldo d’estate -> La temperatura nei mesi estivi è troppo alta, installare un impianto di condizionamento

Brava persona -> Rivedere le competenze degli operai costruendo un piano di formazione adatto a migliorare le competenze delle figure chiave

Potrà sembrare forzato e fuori luogo, come se si giocasse in ambiente lavortivo; ma è proprio questo il tipo di sensazione che si prova quando ci si spinge fuori della zona di confort!

Si procede così fino alla generazione dell’idea giusta, cambiando eventualmente parola ed ripetendo da capo tutto il processo.

SCAMPER

Questa tecnica ha come nome un acronimo che riassume le sue fasi e le azioni che dobbiamo intraprendere per lo studio di nuove soluzioni, in generale viene utilizzata per lo studio di nuove idee di prodotto o modifiche a prodotti/processi esistenti oltre che per il miglioramento di processo.

Le fasi rappresentano anche le domande che dobbiamo porci procedendo lungo il processo dello SCAMPER:

  • Sostituire: Posso sostituire uno o più componenti con altri di altro tipo? Posso sostituire il materiale del packaging?
  • Combinare: Posso combinare il mio prodotto con altri o con componenti di altri prodotti? Può soddisfare più di un bisogno contemporaneamente?
  • Adattare: Posso adattare il mio prodotto ad altri contesti? Posso adattare il mio prodotto ad altre condizioni atmosferiche?
  • Modificare: Posso modificare le dimensioni del mio prodotto? Posso modificare i parametri di lavorazione del mio processo?
  • “Porre” ad altri usi: Posso utilizzare il mio prodotto per scopi diversi?
  • Eliminare: Posso eliminare alcuni elementi del mio prodotto senza perdere funzionalità?
  • Rovesciare: Posso invertire l’utilizzo del mio prodotto per trasformarlo in altro?

L’insieme di queste domande può far scaturire idee interessanti per il miglioramento di prodotto o di servizio o per risolvere problemi relativi alle performance di processo.

L’utilizzo di queste tecniche può aiutare nella generazione delle idee, garantendo risultati migliori e un maggior numero di soluzioni possibili ai grandi e piccoli problemi aziendali.

Abbiamo quindi visto quante tecniche possono aiutare anche quelle persone che non pensano di potere essere creative; è provato il loro funzionamento, bisogna solo avere il coraggio e l’iniziativa di utilizzarle, regolarmente, affinchè la creatività diventi parte integrante del processo di evoluzione aziendale.

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